Curiosità

Mi chiamo Francesca, 

Ho iniziato a fare cappelli per gioco e per caso, durante un viaggio a Madrid. Il momento era fertile per il cambiamento, e ho colto subito il messaggio, quei messaggi che arrivano se ti metti in ascolto, Non solo ho cambiato il mio lavoro ma tutta la mia dimensione, in gran parte il mio stile di vita.

Tornando in Sardegna, avvicinandomi alla natura e alla conoscenza di me stessa, ho finalmente dato un chiaro obiettivo a quelle mani instancabili e frenetiche e ho trovato la serenità di essere quella che non avrei mai pensato di diventare. Me stessa.

Amo l’idea di mantenere in vita la tradizione della cappelleria artigianale  nei metodi, nei materiali e nei tempi di produzione. Uso il vapore e gli antichi ferri da stiro in ghisa per dare vita ai cappelli, ognuno unico perché formato e decorato con in mente un disegno originale.

La tendenza nel mio stile è quella di abbinare e usare in un solo disegno diversi materiali o diverse fantasie e texture, giocando con le armonie che la diversità messa insieme suscita.

 

Utilizzo materiali naturali come la paglia e il feltro, o preziosi tessuti che seleziono personalmente con cura fra stoffe originali degli anni sessanta e passamanerie ricercate. 

Sperimentare è un momento di crescita e ogni cappello io lo vivo come un'esperienza, sempre diversa. 

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L' associazione culturale

La sede dell'associazione si sposta nel piccolo paese di Milis (OR) dove si trova la bellissima sede a casa Bagnolo.

 

Siamo alla continua ricerca di tecniche antiche di lavorazione di materiali e di forme che trovano ispirazione nell’osservazione della natura nel suo più vasto significato. Per essere più in linea con la nostra etica sostenibile usiamo per lo più materiali naturali e con basso impatto nella loro produzione, ci riforniamo nella rete locale e utilizziamo al massimo i nostri scarti.

Stiamo esplorando le possibilità e le risorse che il territorio Sardegna offre per riuscire un giorno ad auto-produrre le materie prime che utilizziamo per i nostri manufatti. Ogni anno elaboriamo dei dati tramite la semina di un campo di grano che destiniamo alla produzione di campioni di paglia per intreccio, vediamo le criticità, conosciamo le diverse varietà locali.

La storia della filiera della paglia da intreccio come eccellenza italiana, nasce nella periferia di Firenze e finisce tristemente intorno alla prima metà del ‘900 a causa della poca tutela del settore artigianale e la crescita dell’industria che spostò la produzione e la lavorazione delle materie prime in altre parti del mondo in cui la manodopera aveva ed ha tuttora, costi più bassi.

 

Cogliamo l’occasione per rendere possibile la visita al campo coltivato, partecipare alla semina e raccolta, fare laboratori dedicati all’arte dell’intreccio.

Per più info e curiosità, contattare Francesca al numero +39 3283726391 o Antonella al numero +39 3468904584 o scrivere una mail a info@pepebianco.org